Cè bisogno di socialismo
Cari compagni,
sono passati pochi mesi dalle elezioni regionali 2010 e finalmente il mio lavoro in regione sta prendendo forma, gambe e sostanza; di questo sono davvero felice, e voglio cogliere questa occasione per ringraziare apertamente, dal profondo del cuore e senza alcuna retorica, tutti quelli che hanno contribuito a questo buon risultato che, per un partito con i nostri numeri, non era affatto scontato.
Tornando però per un momento a quei giorni io credo, sinceramente, che sia ormai tempo di guardare con occhi diversi a quella fase difficile e travagliata della vita del nostro partito. Perciò vorrei fare un accenno, breve, sincero e per nulla polemico, al mio attuale ruolo in regione ed alle problematicità che hanno accompagnato la vita del partito nell’ultima campagna elettorale per le regionali. E questo, ci tengo a precisarlo una volta per tutte, non per togliermi sassolini dalle scarpe o per avere chissà quali soddisfazioni postume che non mi danno proprio alcun piacere, ma per mettere finalmente la parola fine ad una stagione che ci ha visto rissosi, divisi e davvero come non vorrei vedere mai più il mio partito.
Io sono socialista, figlia di socialisti e ritengo ingiusto, oltreché sbagliato, aver gettato fango per svuotare di significato una scelta che, seppur approvata in ultima istanza dal Presidente della Regione - come d’altra parte è corretto fare nel momento in cui si scrivono i nomi sul listino di un candidato Presidente - è stata compiuta, insieme al Commissario regionale ed al Segretario Nazionale, da socialisti per i socialisti dell’Emilia Romagna e questo, a mio avviso, ha il suo significato oggettivo, al di là di ogni speculazione o dietrologia che, davvero, oggi lascia il tempo che trova. E colgo questa occasione anche per dire una parola definitiva su quella che ormai vorrei archiviare come una polemica decisamente oziosa: l’esistenza o meno del Gruppo Assembleare del partito socialista in Regione. Voglio ribadire - in maniera decisiva e spero definitiva - che il Gruppo in Regione c’è! Non è formalmente costituito perché le norme regionali - ma sopratutto uno specifico accordo politico stipulato dal partito prima delle elezioni regionali e, giova sottolinearlo, anche del mio inserimento nel listino - non ne prevedono la formalizzazione. Ciò però non ha comunque impedito - dando corso a tale accordo e nel rispetto di una dialettica interna con il gruppo PD che, giova ricordarlo, finora si è svolta nella massima correttezza - di aver avuto la possibilità di organizzarci con una piccola ma efficiente struttura indipendente e con la necessaria autonomia politica e finanziaria, come appunto pattuito in sede di accordo con il PD.
Detto questo, voglio affermare con convinzione in questa sede che, ove le condizioni che ho premesso dovessero venir meno, non avremo alcuna esitazione a tutelare la nostra visibilità politica e la nostra operatività istituzionale attraverso la costituzione del Gruppo Misto-PSI per mantenere l’impegno che tutti insieme abbiamo preso con le migliaia di elettori socialisti che, nella nostra provincia e nella nostra regione, hanno votato i nostri candidati nelle liste del PD o semplicemente per Errani pur di preservare la presenza socialista in Emilia Romagna.
Con questo io voglio sperare di aver risposto in modo chiaro a quanti ancora nutrono dubbi o perplessità: noi socialisti in regione ci siamo e siamo nelle condizioni di poter fare un buon lavoro nei prossimi cinque anni ed io voglio impegnarmi fin da ora a fare il possibile perché questo accada!
però risulta evidente a tutti, un partito non è fatto solo del centro, ma ha bisogno dell’aiuto e del lavoro di tutti quelli che danno il loro contributo sul territorio; a tal fine vi comunico che è mia intenzione dar vita al più presto, in piena sintonia con gli organismi del partito - che dovranno svolgere al meglio il lavoro politico ed organizzativo - e nella forma più snella ed efficace possibile, ad un coordinamento permanente di tutti quanti i nostri amministratori locali. Sono infatti fermamente convinta che solo in accordo e sintonia con loro potrò avere gli strumenti di conoscenza necessari a portare avanti le iniziative più efficaci per ciascun territorio.
Noi, compagni, stiamo vivendo un momento storico di grande difficoltà, di tipo politico, economico e soprattutto culturale…e nei momenti di crisi c’è bisogno dell’aiuto di tutti, anche di quelle forze politiche come la nostra i cui numeri poco consistenti ne hanno precluso l’accesso al parlamento, ma ci hanno però permesso di mantenere sul territorio uomini, amministratori ed idee che hanno forza e sono portatrici di quei valori e di quegli ideali cui dobbiamo fortemente rimanere ancorati per guardare ad un nuovo futuro.
Vedete, io sono convinta che sia davvero inutile guardare solo al passato e dirci quanto siamo stati “bravi” a raggiungere i nostri successi; che sia davvero inutile rimanere seduti sulla riva del fiume aspettando che la corrente porti quel cambiamento che così fortemente desideriamo: dobbiamo essere noi gli attori di quel cambiamento!!! E dircelo e ridircelo fino a che questo concetto semplice ma difficile da piantare sia entrato nelle nostre teste, nel nostro cervello…
Dobbiamo concentrarci sull’oggi, perché, come ha scritto George Orwell in 1984 - lui che di sistemi politici se ne intendeva - chi controlla il passato governa il presente, e soltanto chi governa il presente ha le chiavi per il futuro…..e dunque sul futuro dobbiamo impegnarci affinché questo partito, il nostro partito, sia nelle condizioni di poter fare, concretamente, ancora la sua parte nella vita politica del nostro Paese.
Come fare?
A mio avviso la prima cosa che dobbiamo fare è ascoltare. Ascoltare le persone, i loro bisogni, i loro problemi. Credo però anche che, umilmente ma con orgoglio, convinzione e determinazione, dovremo ricominciare a riappropriarci della parola socialismo che troppo spesso, ed a volte a sproposito, sentiamo in bocca ad altri e declinarla a modo nostro, con i nostri valori e le nostre convinzioni, affinché divengano proposte concrete che abbiano la forza di intercettare i bisogni della gente e di cambiare il volto del socialismo italiano .
Sono consapevole che i temi da affrontare sono davvero tanti e che le mie spalle sono soltanto due, ma mi piace pensare che dovremo fare tutto il possibile affinché le nostre proposte diventino azioni concrete su campi vitali come lavoro, scuola e difesa dei diritti perché, cari compagni, nonostante i proclami decisamente retorici del ministro Carfagna , se tante delle nostre strade sono ancora piene di prostitute che, come quelle prigioniere nelle case chiuse “liberate” dalla socialista senatrice Merlìn alla fine degli anni ‘50, sono ancora poco più che schiave dei loro sfruttatori, allora vuol dire che c’è ancora bisogno di socialismo; perché se tante coppie di fatto che, nonostante la mancanza di diritti, continuano a crescere - i dati Istat 2006 ne conteggiano 564.000 con un trend in costante aumento e contando solo le coppie eterosessuali visto che quelle omosessuali non sono state prese in considerazione (il che vuol dire più di 1 milione di persone che pagano le tasse ma sono senza diritti di famiglia) - ed inutilmente, da anni, sono lì a chiedere una qualche forma di tutela per i loro legami, allora vuol dire che c’è tanto bisogno di socialismo; quando leggo che nel prossimo anno scolastico alla regione Emilia Romagna saranno tagliati 1193 docenti (cui si devono sommare i 1163 già tagliati nell’anno scolastico 2009/2010) il ché presuppone il rischio serio di non poter aprire nuove sezioni ed avere così classi di 30 alunni, allora vuol dire che c’è tantissimo bisogno di socialismo per salvare la scuola pubblica e la pubblica istruzione (che non sono la stessa cosa); perché quando vedo lo Stato centrale contrarre la spesa pubblica al punto da costringere gli Enti Locali ad intaccare in maniera sostanziale la qualità dei servizi sociali e, peggio, a pregiudicarne la stessa esistenza vuol dire che c’è molto bisogno di socialismo; perché se una regione con i conti della sanità a posto come l’Emilia-Romagna si vedrà costretta a tagli consistenti in un settore cosi delicato e vitale come la sanità quando le liste d’attesa per gli esami medici già ora si allungano al punto che la gente si vede costretta, volente o nolente, a ricorrere a prestazioni private per curarsi, allora vuol dire che c’è ancora moltissimo bisogno di socialismo; perché se il governo, e ahinoi, non dobbiamo nasconderlo, anche pezzi dell’opposizione, continua a non trattare il Vaticano come uno Stato estero da rispettare, ma a permettere che i suoi prelati continuino a dire ai nostri parlamentari cosa e come votare in aula, allora c’è veramente bisogno di socialismo; perché quando parlo con i giovani ricercatori universitari - che il più della volte sono la vera spina dorsale della nostra ricerca universitaria - e mi dicono arrivano a prendere 1.000 euro al mese allora capisco davvero che c’è molto molto molto bisogno di socialismo!
E’ certo che con questo deprimente motivetto potrei andare avanti per una buona oretta, ma siccome non voglio mandarvi fuori da questa sala in uno stato di depressione psicologica e mentale, quello che mi preme dirvi e ribadire è che noi socialisti, un tempo come ora, abbiamo sempre pensato e creduto nell’idea di uno Stato che è al servizio del cittadino e non viceversa; di un sistema sociale che deve garantire i beni primari come l’istruzione, il lavoro e la sanità e lasciare poi all’individuo la libertà di migliorare la propria condizione sociale - senza prevaricazione sugli altri – e la propria autodeterminazione.
Mi sembra in verità che non ci sia nulla di più moderno e di più attuale!
Se guardiamo intorno a noi, a quel mondo che, dagli anni ’70 con le battaglie sul divorzio e sull’aborto, sembrava avviato verso la progressiva conquista di diritti individuali e collettivi sempre più ampi, ci rendiamo conto che le grandi battaglie sul piano etico si sono fermate quel punto: non si sono fatti più progressi!
Anzi: ci ritroviamo a dover difendere quei diritti che pensavamo acquisiti!
Per questo dunque voglio ribadire con forza ancora una volta il valore profondo dell’idea socialista che sempre ha animato il nostro agire e ci ha permesso di raggiungere obiettivi grandi e fondamentali, ma che non ha affatto esaurito la sua spinta propulsiva.
Se mi consentite un accenno un po’ polemico, io credo che di queste idee si sia appropriato qualcun’ altro, che però non ha avuto né la forza né il coraggio vero di portarle avanti, e questo è sotto gli occhi di tutti. Per questo i valori che ci contraddistinguono e le battaglie che abbiamo vinto devono assolutamente rimanere le fondamenta del nostro essere: rappresentano il nostro DNA e dobbiamo riappropriarcene e portarle avanti, perché chi si è preso il sostantivo socialismo non ne ha fatto buon uso ed è ora che ci riprendiamo il nostro spazio, il nostro orgoglio e la nostra storia.
Il filo conduttore che contraddistingue la tesi di base del congresso che ci apprestiamo a svolgere è la centralità della persona e la necessità di una politica che non sia caratterizzata da giochi di potere, ma da quelle idee e da quelle azioni che possano rispondere in modo concreto alle problematiche.
Cari compagni, con queste premesse è chiaro che il partito socialista non è ancora arrivato al traguardo!!!! La strada che abbiamo davanti è ancora molto lunga e straricca di possibilità di lavoro.
Noi dobbiamo quindi agire perché ciò avvenga, dobbiamo lavorare perché il futuro sia contraddistinto da un percorso politico che miri ad affermare la cultura socialista liberale in Italia e in Europa: cultura e tensione dalla quale ricostruire il sistema politico e democratico Italiano ed Europeo.
Nell’essere consapevole dell’essermi assunta l’onere e l’onore di rappresentare in Regione Emilia Romagna, come consigliere, il mio partito, il partito socialista italiano, vi garantisco ancora una volta tutto il mio impegno e la mia forza nel portare avanti questo progetto, ma altrettanto vi chiedo l’impegno e la costanza nell’intraprendere questo viaggio insieme, perché abbiamo bisogno di tutta l’energia e la motivazione possibile, perché il nostro futuro siamo noi.
Rita Moriconi
Consigliera regionale Partito Socialista Italiano
Nata a Roma, aveva scelto Bologna come città d'adozione. Era la fondatrice e la presidente del Movimento identità delle persone transessuali e transgender (Mit) ed è stata la prima transessuale a diventare consigliere comunale a Bologna. Ci ha lasciato da poche ore, dopo un vita spesa in prima fila nelle battaglie per i diritti civili e per rendere la città più vivibile ed inclusiva. Bologna non la dimenticherà. 




Un testo pieno di passione, semplice e sincero, scevro da formalismi e retoriche. Complimenti compagna!!
Insomma carissima compagna Rita, sul piano pedagogico non è un bell’insegnamento che un Commissario ed un Segretario Nazionale hanno dato (purtroppo anche in altre Regioni) e stanno dando alle/ai giovani che volessero impegnarsi in politica: ottenere posti di “potere” facendoci galleggiare in un listino di privilegiati per gentile concessione del PD. Se questo è il messaggio che il PSI intende offrire ai suoi militanti ed ai suoi iscritti, lascio a Te sufficienti elementi di riflessione. Auguri e buon lavoro, Angelo di Livorno
Leggo e rileggo questo intervento non mi convince.
Non avverto certezze, non vedo futuro.
Un intervento sulla storia del socialismo, che conosciamo molto bene noi tutti Socialisti.
Un resoconto su chi sono i veri politici Socialisti gli stessi che hanno sostenuto il Socialismo e hanno combattuto contro chi voleva che il Socialismo sparisse.
Complimenti, ci siete riusciti!