Abbecedario della società contemporanea

A come articolo 18 che la maggioranza aveva cercato di smantellare attraverso una legge che aveva previsto meccanismi diversi di licenziamento, e che avrebbe introdotto il sistema dell’arbitrato per i contrasti sorti al momento dell’assunzione, un sistema che avrebbe garantito i lavoratori assai meno di adesso. Per fortuna Napolitano questa legge l’ha rinviata alle Camere.

B come banche, che tra clausole vessatorie e contratti- truffa, aumenti ingiustificati, interessi usurai e spese, costi o addebiti illegittimi, danneggiano i risparmiatori ostacolando lo sviluppo dell’economia, a favore dei soliti noti, i dirigenti, spesso dal curriculum imbarazzante anche per un cassiere, che si vedono ricoperti di milioni grazie agli incredibili stipendi che percepiscono e alle famose stock option.

C come cellulare, quello che un bambino che ho incrociato per strada usava con disinvoltura. Peccato che il bambino avesse sì e no 7-8 anni. Mi ricordo di quando alcuni cirticarono mio zio perchè a 14 anni mi regalò il cellulare, dicendo che era troppo presto. Altri tempi, anche se non è passato neanche un decennio.

D come doppio incarico, cioè l’incarico di parlamentare e di amministratore locale che molti politici cumulano interpretando fantasiosamente una legge che in realtà impedisce questa pratica. L’ha denunciato “Report” qualche settimana fa ma nulla si è mosso, e questi personaggi continuano a ricoprire 2 incarichi, spesso, come documentato dalle telecamere di Rai Tre, svolgendoli male entrambi.

E come epurati, i 3 giornalisti del Tg1, i volti storici Tiziana Ferrario e Paolo di Giannantonio, e il caporedattore Piero Damosso, che sono stati cacciati dal direttore Minzolini. Questo perchè non avevano firmato la lettera di solidarietà al “direttorissimo” quando era stato messo sotto accusa per aver parlato di assoluzione e non di prescrizione nel caso Mills.

F come farfalla, cioè il gioiello che il Premier regala a tutte le veline e alle ragazze che frequentano Villa Certosa. Dopo il caso Veronica erano state rimosse in fretta e furia dalle liste per le Elezioni Europee, adesso sono tornate alla carica per cercare di entrare nei consigli regionali. E, in molti casi, ce l’hanno fatta.

G come Gabriella Carlucci, candidata sindaco alle Comunali di Margherita di Savoia, che dopo aver picchiato, in campagna elettorale, una candidata dello schieramento avverso, viene eletta con un plebiscito di voti.

H come hospitality, ma anche brainstorming, brunch, random, desk, loft, happy hour e tutte le parole inglesi che sono entrate anche nel nostro linguaggio, spesso traducibili tranquillamente con parole italiane, ma che vengono usate comunque da chi si vuole dare un certo tono d’importanza.

I come ideali riformisti di cui molti politici si riempiono la bocca senza sapere di cosa parlano, essendo in realtà votati ad un bieco conservatorismo e promuovendo riforme solo per interessi personali o di qualche loro amico di una certa importanza. E pensare che avremmo tanto bisogno di un vero riformismo.

L come Libero che per commentare l’assenza di donne tra gli eletti del Partito Democratico nel Lazio titolava qualche giorno fa “Al Pd non piace la gnocca”. L’idea che sia uno dei quotidiani nazionali più letti, con titoli quasi tutti i giorni come questo, non fa dormire sonni tranquilli.
M come Michele Mazzarano, il democratico pugliese che aveva deciso di ritirare la candidatura alle regionali, quando il suo nome, dieci giorni fa, era finito nel registro degli indagati per l’inchiesta sulle tangenti nella sanità pugliese. Eppure è stato sommerso da 6.314 voti di preferenza.
N come nuntereggae più, la canzone con cui Rino Gaetano nel 1978 esprimeva lo scontento nei confronti di partiti politici, personaggi televisivi, intellettuali, giornalisti, modi di dire, fatti e situazioni. Ce ne vorrebbe un’altra per i giorni d’oggi, ma visto che molti bersagli di Gaetano si perpetuano da allora, ci teniamo stretta questa.

O come Orsoni Giorgio, il neoleletto sindaco di Venezia, che voglio prendere a simbolo della politica non urlata, intelligente, vicina ai cittadini e per questo, fortunatamente, a volte vincente. Ha fatto una splendida campagna elettorale che i media nazionali hanno quasi del tutto trascurato andando ad abbaverarsi alle promesse mega - galattiche contenute nel programma di Brunetta “Venezia 2010-2020″. Il Ministro pensava di farsi 2 mandati, Orsoni gli ha impedito anche di cominciare.

P come Panorama, la voce fa il paio con “L come Libero”, infatti Panorama, nel numero post-elettorale, pubblicava in copertina la foto del Premier Berlusconi nel famoso gesto delle corna, rivolgendo idealmente quel gesto alla sinistra sconfitta. Complimenti, davvero.

Q come quarantove senatori del Pd coloro che hanno spedito una lettera al Segretario Bersani dopo le elezioni, parlando di “cambio di passo”, “supplemento d’anima”, “colpevole accidia”, “neorelativismo”, senza dire veramente cosa vogliono, e senza cercare di dare una vera linea politica al Pd, un partito che crede di fare opposizione a Berlusconi con la stessa classe dirigente di 30 anni fa, quasi del tutto immutata.

R come reality, quelli come il Grande Fratello, che tutti guardano idolatrando il vincitore Mauro Marin, per poi deriderlo e accusarlo di pagliacciata quando si sente male in una trasmissione televisiva, colpito da emiparesi. Ma anche quelli come l’Isola dei Famosi, dove ad Aldo Busi, viene impedito di parlare di politica, di religione o di cultura, semplicemente non inquadrandolo mente lo fa, per puntare meglio la telecamera sulle gambe e sui fondoschiena delle “naufraghe”.

S come Silvio Berlusconi, amato, odiato, idolatrato, disprezzato, rimane, nonostante l’arretramento del Pdl come numero di voti, il perno di tutta la politica italiana, che detta l’agenda del giorno, che fa e disfa, se le canta e se le suona, senza che nessuno, o quasi, cerchi di trovare un percorso alternativo smettendo di rincorrerlo

T come timidezza, sostantivo che insieme ai suoi compagni pudore, modestia, discrezione, sta lasciando sempre più spazio nella società contemporanea al gruppo dei sostantivi come sfacciataggine, arroganza, impudenza, sicumera, presunzione.

U come come Unione prodiana, che molti rivorrebbero, che altri vedono come il fumo negli occhi, che ha rappresentato la sinistra di Governo con una coalizione smisurata che andava dall’Uduer a Sinistra Critica, ma che pare sempre meglio della semi-autonomia veltroniana o del laboratorio d’alemiano con l’UDC.

V per vendetta, questa era tremendamente scontata, lo so, ma chi ha visto il film capirà perchè l’ho scritta.

Z come Zaia e Cota, i due leghisti che, appena eletti Presidente rispettivamente del Veneto e del Piemonte, hanno subito cercato di bloccare la diffusione della pillola abortiva RU486, senza pensare che, pur potendo stabilire tempi e modalità di somministrazione della pillola, non possono bloccare l’erogazione di questa, men che meno introdurre modalità di accesso e utilizzo più gravose, poichè esiste una legge dello Stato.

Francesco Bragagni
Giovane Socialista di Rimini

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