Il valore dei simboli e degli eroi
Il simbolo, l’effigie, l’esempio, sono dei must della nostra cultura politica, a volte fino all’eccesso, fino a tramutare il passato ed il ricordo in presente, un presente che, inevitabilmente, non esiste più, ed è in quel momento che il ricordo diviene, spesso, sentimento nostalgico, quando non insensato passatismo. E’, questo, un fenomeno comune in Italia, probabilmente anche piuttosto giustificabile, data la totale assenza di modelli ideali o personali decenti in campo politico; si sa, quando l’oggi gratifica poco, la tentazione di vivere nelle glorie passate diventa forte, a volte più forte di un necessario senso della realtà. Questo è un problema diffuso, purtroppo, anche nel P.S.I, o meglio, nella sua base, ormai, generalmente, per forza di cose, un po’ avanti con gli anni, che, a volte è ancora convinta di far parte di un partito del 15% durante gli anni ’80. La situazione, lo sappiamo tutti bene, non è questa, e forse anche certi comportamenti e certe mentalità dovrebbero cambiare in questo partito che, per sua natura politica, avrebbe il dovere di rinnovarsi ed adeguarsi ai cambiamenti della storia: “Il movimento è tutto il fine è nulla”, quanto aveva ragione il Bernstein quando lo affermava! Quanto dovrebbe essere chiara questa massima al socialista, liberale e libertario….
Parlando di ciò, si rischia, però, troppo spesso ( come sicuramente mi accadrà ) di rimanere invischiati nella retorica fine a se stessa, anche se suggestiva. Il fatto è che il simbolo rimane un elemento imprescindibile ed a volte inscindibile dall’idea, quasi che essa stessa si fonda con quello. E’ il caso, per quanto mi riguarda, dei giganti del socialismo, delle grandi personalità rese inarrivabili da coloro i quali li videro, giustamente, come uomini animati da quello che io chiamo ( e ci risiamo con la retorica…) FUOCO SACRO DEL SOCIALISMO.
Matteotti, Pertini, Allende sono solo pochi dei nomi, forse solo i più altisonanti, che da militanti politici, da uomini normali, divennero eroi puri, quasi cavalleresche figure e i loro nomi parole chiave, capaci di accedere al cuore ed alla mente di quelli che della libertà fanno la loro ragione di vita. Allora come si può non ricordare l’esempio di chi, magari senza nemmeno volerlo, fu eroe? Di chi non si sacrificò solo per sé, o per la sua famiglia, o per il suo partito, e nemmeno solo per l’idea; ma si sacrificò PER ME nato decenni dopo. Pertini o Matteotti o Allende travalicano loro stessi come travalicano il socialismo tutto, per divenire campioni della libertà, quella libertà che irride il sopruso fino all’ultimo istante; la libertà di agire con la passione mossa dall’esempio, perché non di solo raziocinio è fatto l’uomo, ma anche di emozione, incontrollabile ed incontrollata, ed essa vuole il suo spazio poiché la schiavitù della mente equivale a quella del cuore.
Sapere di condividere la militanza con gli uomini sopra citati scatena in me, e credo in molti altri, un moto d’orgoglio, una consapevolezza del fatto che sto percorrendo la strada giusta e che giusta lo sarà per sempre, quella della libertà e della giustizia, come Pertini non si stancava mai di ripetere, i due elementi che sommati danno una sola parola: SOCIALISMO. Né dogma, né dottrina, né ideologia, né fede, ma solo passione al servizio del libero pensiero e della libera azione. Questo è, secondo me, ciò che deve animare la gioventù. Non è mai esistito un momento storico in cui i giovani avessero una tale consapevolezza, delle tali potenzialità di creatività e non esistono generazioni più impegnate o meno, esiste solo coscienza della storia e del presente, esistono solo cuore e mente.
IL SOL DELL’AVVENIRE SIAMO NOI.
Oggi, come sempre, FIDUCIA NEL SOCIALISMO.
Fabio Faini
Giovani Socialisti Rimini




